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«Tre mesi di attesa per la risposta e garanzie sempre più stringenti» |
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10/03/2009 |
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Dilatazione eccessiva dei tempi di risposta delle banche, richiesta di garanzie accessorie stringenti e tassi di interesse anomali praticati dagli istituti di credito per annullare gli effetti della discesa dell'Euribor. Accuse precise quelle rivolte alle banche da Cofiter, il Confidi del terziario dell'Emilia Romagna nato nel 1998 da Unioncamere, Confcommercio e Confesercenti (a Bologna e provincia conta 8.000 imprese): «A fine gennaio ci siamo trovati pratiche superiori a 10 milioni di euro che attendevano una risposta da ventuno giorni, termine massimo per banche e di questi la metà si è sbloccata nell'arco di un mese e mezzo - attacca Monica Buzzoni di Cofiter -. C'è chi aspetta una risposta da tre mesi e questo non è tollerabile». Poi c'è l'aspetto delle garanzie sui finanziamenti erogati: «Sono sempre più strungenti, su 50.000 euro richiesti, 15.000 euro li pretendono garantiti - continua Buzzoni -. Inutile dire cose fuori dalla realtà, la stretta creditizia c'è e anche a Bologna e provincia. Sono cambiate le condizioni, basta guardare i tempi, ormai dimezzati, per le richieste di rientro. Se prima le banche aspettavano i 180 giorni canonici, ora battono cassa dopo 90». Uno scenario non certo tranquillizzante, anche se, precisa Cofiter, «le banche locali sono quelle più vicine all'imprenditoria e alle esigenze del territorio». Altra tegola è quella degli interessi: «Ci sono alcuni istituti di credito che a livello territoriale si impegnano a mantenere spread più contenuti, ma spesso le banche, a fronte del crollo dell'Euribor, inseriscono le cosiddette clausole del tasso minimo del finanziamento - spiega ancora Buzzoni -. E' un modo per salvaguardarsi e frenare il crollo dell'indice». Sono tantissime le richieste di aiuto da parte delle imprese, soprattutto le "microimprese", le più esposte alla crisi. E il lavoro di Cofiter, la cooperativa di garanzia del terziario, è lievitato a dismisura perché, di questi tempi, rappresenta una garanzia reale per le imprese nei confronti delle banche.
G. R. - Il Domani di Bologna
In collaborazione con www.analisiaziendale.it
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