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Credito alle imprese, torna la stretta
12/07/2010
Il perdurare dell'incertezza della ripresa congiunturale, aggravata dagli effetti attesi delle restrizioni fiscali in discussione in tutto il panorama europeo, sta ancora producendo difficoltà sulle condizioni di credito alle imprese. I volumi di credito erogato risultano a maggio ancora in contrazione sia in Italia (1.5%) che nell'area dell'euro (3%).
Questi andamenti sono il risultato di un incremento della domanda di prestiti avvenuta nel primo trimestre e di condizioni di offerta che sono tornate ad essere lievemente restrittive sia verso le imprese in generale che verso le piccole e medie, come risulta dall'ultima indagine trimestrale sulle condizioni del credito bancario della Banca d'Italia.
L'interruzione del graduale trend di rientro delle tensioni dal lato dell'offerta, che si era verificato negli ultimi due trimestri del 2009, è dovuta ad un aumento della percezione del rischio relativa al perdurare della difficile condizione economica di particolari settori o imprese oltre che, probabilmente, ad un aumento dell'avversione al rischio delle stesse banche, amplificato dalla ricadute della crisi dei titoli pubblici, ampiamente diffusi nei portafogli delle banche europee.
La domanda di credito sembra esser ancora esclusivamente riconducibile alle esigenze di ristrutturazione del debito, come testimonia la crescita sempre positiva e attorno al 5% degli impieghi a durata superiore ai 5 anni, e alle esigenze di finanziamento del capitale circolante, come conseguenza dell'allungamento dei tempi di pagamento, mentre prosegue il calo della domanda di fondi finalizzati agli investimenti produttivi.
Il credito al settore produttivo è ancora sostenuto dai numerosi interventi messi in atto lo scorso anno e rivolti a sostenere il credito delle imprese di piccole dimensioni, il cui impatto totale è stato stimato dalla Banca d'Italia attorno ai 20 miliardi di euro. Tuttavia tali interventi stanno ancora dispiegando i propri effetti e una delle principali iniziative in tal senso, la moratoria sul credito alle piccole e medie imprese, è stata prorogata fino a gennaio 2011.
L'accelerazione della restrizione delle politiche fiscali, che tutti i paesi europei stanno attuando, imposta dalla crisi greca e dai suoi effetti di contagio, rende più critica la capacità di ripresa nel breve periodo delle economie europee, e tale criticità sembra riflettersi molto rapidamente anche sui comportamenti delle banche, in questa fase particolarmente delicata caratterizzata da crescita attesa delle sofferenze e necessità di ricapitalizzazione.
 
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